Archivio per la Categoria “teatro”

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La Repubblica 14 dicembre 2018
Giulio Baffi

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Venerdì 26 agosto 2016 – ore 21:30
Chiostro di San Domenico Maggiore – Napoli

Proscenio Produzioni e Teatro dell’Osso presentano

L’ARMONIA RITROVATA
Concerto d’Autore
con Raffaello Converso
orchestrazioni di Roberto De Simone
Raffaello Converso – voce, chitarre, mandolino e mandola.
Franco Ponzo – chitarra
Enzo Grimaldi – fisarmonica

L’Armonia Ritrovata è un cammino nella musica d’Autore che restituisce scritture perdute, villanelle, arie, serenate, temi di Mozart, Korsakov, Tosti e poemi di Pasolini fino ad arrivare a componimenti inediti di Roberto De Simone.
Il repertorio d’Autore, le villanelle “La Morte di Mariteto” di Costanzo Festa del 1537 e dello stesso periodo “Boccuccia de no pierzeco apreturo” del Velardiniello. “Deh vieni alla finestra” (canzonetta dal Don Giovanni di Mozart) “Fenesta vascia”, “Il soldato di Napoleone” poema di P. P. Pasolini musicato da Sergio Endrigo e due brani inediti di Roberto De Simone, “La ballata di Maria Cristina”, storia vera di una Madre Superiore spergiura, eroina durante il periodo delle Quattro Giornate di Napoli e “Gli angeli dell’inferno” ovvero la storia tragica di Guglielmo e Joao composta con Antonello Paliotti, nonché “Lauda per Frate Pio de Pietrelcina”, travestimento spirituale su melodia popolare, sulla musica di Bella Ciao, di cui De Simone ha scoperto le radici Yiddish. Riascolteremo anche “Lili Marleen” , “Dove sta Zazà?”, “Canto del Filangieri” e “Je so’ pazzo” da L’Armonia Sperduta.

Per acquistare i biglietti on-line : http://www.classico-contemporaneo.it/larmonia-ritrovata/

Direzione Artistica Gianmarco Cesario e Mirko Di Martino

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Napoli Teatro Festival Italia – Edizione 2013

regia, testo e drammaturgia musicale Mariano Bauduin
con Compagnia Gli Alberi di Canto Teatro
elaborazioni e musiche originali Mimmo Napolitano
direttore Renato Piemontese
scene Nicola Rubertelli
costumi Marianna Carbone
light designer Guido Levi

produzione Fondazione Campania dei Festival – Napoli Teatro Festival Italia
in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Napoli

Prima mondiale
Luogo: Museo Nazionale di Pietrarsa (Arena) Portici (NA)
Date: 10/06/2013 ore 21:30 11/06/2013 ore 21:30

Una parodia in musica con una “colonna sonora” che va dall’Opera Barocca al musical, passando per il pop dei Beeatles. Questo è Il maestro di cappella dei mendicanti, un’opera contemporanea che porta in scena una graffiante considerazione sul degrado culturale di un’epoca, con le sue contraddizioni, le sue burle, le sue possibili redenzioni. Un’orchestra sinfonica reclusa per sciopero ai danni della corona britannica e un gruppo di musicisti di strada arrestati per accattonaggio, si affrontano nelle carceri di Newgate nella Londra di fine ‘600 a suon di musica.

Il Maestro di Cappella dei Mendicanti
Testo, regia e drammaturgia
musicale Mariano Bauduin
elaborazioni e musiche originali Mimmo Napolitano
direttore Renato Piemontese
con
compagnia gli alberi di canto teatro

mendicanti
Raffaello Converso, Mario Brancaccio,
Antonella Morea , Maurizio Murano ,
Patrizia Spinosi, Floriana Cangiano,
Federica Pagliuca, Armando Aragione

orchestra dei mendicanti
Filippo d’Allio, Eleonora Strino, Giuseppe Di Colandrea, Gianluca Mirra, Carlo Sparano

cappella reale
Luca de Lorenzo, Biagio Abenante, Michele Boné

orchestra della cappella reale
Elisabetta D’Acunzo, Valerio Gargiulo, Titti Nuzzolese, Laura Cuomo, Olga Cafiero,
Clementina de Simone, Flavia Francioso, Bianca Fenizia

coro reale voci bianche
centro musicologico ed etnomusicologico Carlo Gesualdo di Portici,
diretto da Antima Pepe e Marisa Alfieri
scene Nicola Rubertelli
costumi Marianna Carbone
lighT designer Guido Levi
direttore Renato Piemontese
maestro preparatore Antima Pepe
assistente alla regia Gianandrea Ventrella
assistente scenografo Pasqualino Marino
assistente ai costumi Annamaria Ruocco
direttore di scena Ernesto Quagliozzi
capomacchinista Vittorio Manzione
datore luci Asllan Hyseni
elettricista Vincenzo Mascolo
pitture sceniche Rosario Barone, Luca Mastrocinque
trucco e parrucche artimmagine
realizzazione materiali Aniello Arzanese, Lucia Coppola, Adelaide D’Afiero, Stefano Esposito, Francesco Leone, Giovanni Lombardi, Carmine Ruggiero, Pietro Satiro
realizzazione costumi sartoria Zambrano
aiuti sartoria Francesca Cavallaro, Anna Verde
scarpe di domenico
cappelli move officine del cappello
attrezzeria Armando Alovisi
Trasporti a.t.i.
segreteria di produzione Elena Cuomo, Vanda Pelling, Rosa Manfredi
amministratore di compagnia Salvatore Bauduin
produzione fondazione campania dei festival - napoli teatro festival italia
in collaborazione con Accademia di Belle arti di Napoli
si ringrazia Teatro di San Carlo, comune di Portici – ufficio cultura e il
commissaro Pasquale Manzo,
la classe di scenografia dell’accademia di Belle arti di napoli, il professore Gennaro Vallifuoco e gli allievi:
Daniela Allocca, Elodia Bianco, Tiziana D’Alessandro, Veronica D’Apolito, Mattia Di Paolo, Gerardo Galdo, Carmela Giordano, Roberto Guarino, Angela Iesce, Concetta Irollo, Giovanni Lombardi, Denise Montagnaro, Marzia Muoio, Raffaella Scogliamiglio, Francesco Sorrentino, Giuseppe Spagnuolo

Il maestro di Cappella dei mendicanti

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15 LUGLIO – MASCHIO ANGIOINO – NAPOLI – ore 21:00

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Teatro di San Carlo dal 28 al 29 aprile 2012
REQUIEM IN MEMORIA DI PIER PAOLO PASOLINI
di Roberto De Simone

Con questa sua composizione, Roberto De Simone rende omaggio ad un artista che ha reso grande l’Italia nel mondo.

REQUIEM IN MEMORIA DI PIER PAOLO PASOLINI
direttore Jonathan Webb
maestro del Coro Salvatore Caputo
maestro del Coro di Voci Bianche Stefania Rinaldi

Orchestra, Coro e Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo

Gruppo Vocale GLI ALBERI DI CANTO TEATRO di Mariano Bauduin

Soli:
James SeneseGiulio LiguoriRaffaello Converso
Maddalena CrippaEnrico VicinanzaGiovanni Mauriello
Pina GiarmanàAntonella Morea

Vocalisti:
Renata FuscoAnna SpagnuoloTonia PellegrinoMichela Latorre
Patrizia Spinosi Annita VigilanteGiuseppe ParisiFranco Castiglia
Maurizio MuranoBiagio AbenanteGiuseppe RanoiaAntonio Romano

Gruppo Jazz:
tastiere Francesco Nastro
batteria Raffaele Di Fenza
contrabasso Rino Zurzolo
trombone Roberto Schiano

Teatro di San Carlo

Sabato 28 aprile 2012, ore 20.30
Domenica 29 aprile 2012, ore 18.00

“Crocifissione”

Tutte le piaghe sono al sole ed Egli muore sotto gli occhi di tutti:
perfino la madre sotto il petto, il ventre, i ginocchi, guarda il Suo corpo patire.
L’alba e il vespro Gli fanno luce sulle braccia aperte
e l’Aprile intenerisce il Suo esibire la morte a sguardi che Lo bruciano.
Perché Cristo fu ESPOSTO in Croce?
Oh scossa del cuore al nudo corpo del giovinetto…
atroce offesa al suo pudore crudo…
Il sole e gli sguardi! La voce estrema chiese a Dio perdono
con un singhiozzo di vergogna rossa nel cielo senza suono,
tra pupille fresche e annoiate di Lui: morte, sesso e gogna.
Bisogna esporsi (questo insegna il povero Cristo inchiodato?),
la chiarezza del cuore è degna di ogni scherno, di ogni peccato
di ogni più nuda passione… (questo vuol dire il Crocifisso?
sacrificare ogni giorno il dono rinunciare ogni giorno al perdono
sporgersi ingenui sull’abisso).
Noi staremo offerti sulla croce, alla gogna, tra le pupille limpide di gioia feroce,
scoprendo all’ironia le stille del sangue dal petto ai ginocchi, miti, ridicoli,
tremando d’intelletto e passione nel gioco del cuore arso dal suo fuoco,
per testimoniare lo scandalo.

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XXXII^ edizione BENEVENTO CittàSpettacolo
Venerdì 9 settembre
Benevento – Teatro Romano – ore 21:30
PRIMA NAZIONALE

Marechiaro, waiting for the moon
“canzune & songs all’Osteria di Marechiaro” da Francesco Cerlone

di Mariano Bauduin
musiche originali ed elaborazioni musicali su materiali di Cole Porter M° Roberto De Simone
regia Mariano Bauduin
scena Nicola Rubertelli
costumi Marianna Carbone

con

Antonella Morea LESBINA Galanti, gentildonna palermitana, celebre cantante americana, amante non già del Capitano ma della sua fortuna

Lalla Esposito DORINA, marchesina romana promessa sposa del Capitano ed amante di Federico

Raffaello Converso CAPITANO, già conte di Zampano napolitano, comandante di marina, promesso sposo di Dorina, amante di Lesbina, corteggiatore di Chiarella

Adriano Mottola FEDERICO Onesti, fintosi marinaio del Capitano, nobile pisano ed amante di Dorina

Giovanni Mauriello ABATE Scarpinelli, impresario, protettore americano di Lesbina

Bianca Fenizia CHIARELLA, graziosa ragazza, amante del Conte

Franco Javarone CARL’ANDREA, oste di Marechiaro

Giulio Liguori MARCHESE Olivieri, padre di Dorina

Biagio Abenante SOLDATO americano, ferito a morte per un’esplosione

produzione Sirena Eventi

maestro concertatore Gerardo Buonocore
violino Luca Bagagli
violoncello Leonardo Massa
contrabbasso Ottavio Gaudiano
clarinetto Luca Cipriano
clarinetto basso Luciano Nini
pianoforte Antima Pepe
chitarra Eleonora Strino
mandolino Agostino Oliviero
arpa Anna Cefalo
fisarmonica Nicola Mellino

regia e drammaturgia Mariano Bauduin
direzione di produzione Sara Marrucci
direzione artistica Mariano Bauduin
segreteria di produzione Maria Gigante
assistente alla regia Gianandrea Ventrella
M° Collaboratore alle orchestrazioni Filippo D’Allio
M° Preparatore Antima Pepe
direttore tecnico Errico Quagliozzi
macchinista Agostino Esposito
attrezzista Antonio Laino
aiuto attrezzista Antonella Mauro
sarta Mariana Mazzitelli
autotrasporti Liberato Trasporti S.r.l.
attrezzeria E. Rancati S.r.l. – Roma
sartoria Costumi d’Arte Srl
parrucche e trucco Annamaria Sorrentino
calzature Pompei 2000 Srl
luci e fonica Perrella Ligthing and Sound Services

A Marechiaro ce sta ‘na fenestra… cantava il Di Giacomo; ma a Marechiaro non c’è solo una finestra; c’è, nel riflesso del mare, la fantasia degli innumerevoli visitatori, napoletani o stranieri che, fin dal 1500, si recavano in quel luogo, già rinomato per i ruderi di epoca classica, e per le osterie che offrivano una piacevole sosta dopo una passeggiata in barca che iniziava al Molo di Napoli (attuale Piazza Castello). Colà, difatti, erano in attesa i barcaioli da nolo, che conducevano i gitanti in gondola e in feluche, costeggiando l’incantevole spiaggia di Santa Lucia, di Chiaia, di Mergellina, fino a Posillipo e poi a Marechiaro, cui si accedeva soltanto in barca, né il luogo era raggiungibile in carrozza, o in portantina, per la carenza di strade su quella collina che a strapiombo si specchiava nel mare tra costoni e dirupi.
La commedia “L’Osteria di Marechiaro” di Francesco Cerlone tratta i casi del Conte di Zampano, donnaiolo incallito, perseguitato da Lesbina, sua ex amante, cui aveva dato parola di matrimonio. Ma egli, incapricciatosi di Chiarella, ricusa le nozze, rimangiandosi la promessa fatta. L’azione si complica quando appare il fantasma del marito morto di Lesbina, ed ella si scopre vedova. Inoltre, compaiono sulla costa di Marechiaro il Marchese e la figlia Dorina, altra promessa sposa dell’imprudente Conte, ma la giovane romana ama segretamente il cameriere del Conte, Federico. In quelle medesime grotte Petronio ambientò alcuni episodi del suo Satyricon, relativi a riti misterici; e ivi collocò la leggenda virgiliana, narrata durante la cena di Trimalcione, secondo la quale in quelle cave si conservava l’ampolla in cui era imprigionato lo spirito della Sibilla Cumana, e ai ragazzi che le chiedevano: “Sibilla, cosa vuoi?”, ella rispondeva: “Voglio morire”. La trasposizione nello spettacolo “Marechiaro waiting for the moon” che potrebbe essere considerata la libera traduzione del verso digiacomiano: Quanno sponta la luna a Marechiaro / pure li pisce nce fanno ll’ammore; ha raccolto tutti questi elementi presenti nell’opera in musica e li ha trasformati nella versione in prosa mediante una ricerca di valori formali e linguistici propri di un nuovo spettacolo, nuovo nella drammaturgia e nella costruzione poetica facendo di quegli stessi elementi un punto di partenza per lo sviluppo di nuovi e interessanti aspetti. Innanzitutto il tessuto musicale che gioca di rimandi e deformazioni come chi si specchia nello stesso mare di Marechiaro, e il mare diventa emblema di un’unione tra ciò che il mare dà ciò che il mare prende;
prende le liriche del digiacomo e ce le rimanda con le melodie del Porter così tanto impregnate di desiderio e di pulsante voglia di vivere come di amare; allora la nostra Osteria di Marechiaro potrebbe essere collocata fantasticamente sulla costa di Manhattan o a Central Park. Eppure dall’oltre oceano arrivano anche negatività e violenza: il contrabbando con la mafia americana, Lucky Luciano, le sigarette, l’alcool, ecc. Che il titolo stesso della nostra commedia alluda a una “loggia” di Marechiaro? O a riunioni segrete nei luoghi attigui ove si collocavano grotte e ville patrizie? Del resto, era anche nei costumi della camorra, quello di radunare i membri della onorata società, nelle grotte delle Fontanelle, oppure in un ristorante fuori mano. Nel corso di un banchetto imbandito in un rinomato ristorante di provincia, difatti, agli inizi del Novecento, i capintesta della Camorra celebrarono un processo e sentenziarono le condanne a morte dei coniugi Cuocolo.
Ovviamente, non ci limiteremo alla recitazione dei versi del libretto, i quali risulterebbero alquanto stucchevoli senza il supporto musicale del melodramma paisielliano, bensì abbiamo attivato una trascrizione e un riadattamento dell’intero libretto, per il quale sono stati adoperati elementi digiacomiani, per i personaggi che parlano nell’antico dialetto napoletano,
mentre per i personaggi dell’Abate e di Lesbina ci siamo riferiti al poeta siciliano Giovanni Meli travestendolo di uno slang americano come quello dei gangster statunitensi, per Dorina e il Marchese abbiamo adoperato i versi in
romanesco vernacolare di Gioacchino Belli.

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dall’11 al 14 giugno 2011
Teatro di San Carlo

L’OSTERIA DI MARECHIARO
di Giovanni Paisiello
libretto di Francesco Cerlone

direttore Donato Renzetti
regia Roberto De Simone
regista collaboratore Mariano Bauduin
scene Nicola Rubertelli
costumi Odette Nicoletti

.

Lesbina Monica Bacelli – Chiarella/Spiritello Marina Comparato – Il Conte di Zampano Filippo Morace
L’abate Scarpinello Antonio Siragusa – Il Marchese Olivieri Raffaello Converso – Dorina Mina Yamazaki
Carl’Andrea Domenico Colaianni – Federico Arianna Donadelli – Peppariello Biagio Abenante

Orchestra del Teatro di San Carlo
Allestimento del Teatro di San Carlo

Il San Carlo propone il fortunato allestimento andato in scena per la prima volta nel 2001 dell’Osteria di Marechiaro, commedia di Giovanni Paisiello, riscoperta e rivisitata da Roberto De Simone. Un concetrato di azione, musica versatile e divertente, e scenari incantati della “mitologia” napoletana.

The San Carlo presents the successful performance of the Osteria di Marechiaro staged for the first time in 2001, a comedy by Giovanni Paisiello, rediscovered and revisited by Roberto De Simone. A concentration of action, versatile music and fun, and enchanting sceneries of the Neapolitan “mithology”.

foto Francesco Squeglia

ALL’OSTERIA, ZONA DI TRANSITO E SOSPENSIONE TEATRALE L’Osteria di Marechiaro, opera musicale composta da Giovanni Paisiello su libretto di Francesco Cerlone, apre la Stagione Estiva del Teatro di San Carlo di Napoli. A Roberto De Simone la regia dello spettacolo sottoposto ad una personale revisione ed elaborazione drammaturgica in due atti. Direzione d’orchestra limpida e impeccabile firmata da Donato Renzetti.La scrittura, convertita in canto della presenza da una regia attenta alla corporeità attoriale e alla comunicazione metalinguistica, risplende oggi come attento intarsio di parole ed espressioni estrapolate dal linguaggio vernacolare, dall’uso colloquiale, fino ad evaporare attraverso aulicismi di provenienza metastasiana.
Vitale, la scena diviene testimone di una cultura elevata che scorre, sorniona, dalle labbra dell’Abate Scarpinelli, ancora diviene contrasto cromatico d’atmosfere popolari ruotanti intorno alla taverna e all’alea del gioco della morra. All’impiego delle arie che fremono di malinconia silenziosa, fanno sponda recitativi dai toni grotteschi o scene d’assieme in cui terzetti fondono stati psicologici e canti da taverniere.
I temi riemergono dall’acclamata Commeddeia pe mmuseca, diffusa nel settecento presso Lo Triato de li Shiorentine, e si alimentano d’una nuova concezione teatrale che guarda al fiabesco. Ben note al De Simone sono le fonti letterarie d’ascendenza fantastica che influenzarono la stesura del libretto, le suggestioni esotiche derivanti da Le Mille e una notte, le apparizioni dell’Jinn mutato in Spiritello che supplica, come angelo meccanico vestito d’artificio spoglio, «Tu che vieni in questo loco sventurato forastiero Deh! sollevami dal foco raddolcisci il mio penar. Ah caro Conte mio, io son serrato e dentro d’un’ampolla condannato». Noti anche gli echi provenienti dalla fiaba Lo cuorvo, presente nella quarta giornata de Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, che riversano sul palco pietrificazioni d’incantesimi in forma umana.
La direzione di De Simone reinventa la comunicazione scenica attraverso l’informazione dell’elemento favolistico, primario effetto della visionaria magia, motivo ontologicamente pertinente alle apparizioni della sfera del teatro.
Magia e metamorfosi del personaggio, riflesso in un processo d’inversione della scena divenuta «Orrida Stanza», sono i cardini di fondazione di una poetica teatrale che crea aderenza tra fiaba e rappresentazione, sperimentando l’altrove surreale nei tempi e negli spazi del teatro. Se viene dato alla lingua il compito di evocare immagini fantastiche, questa riesce nel suo intento se strutturata nella codificazione musicale. Il canto è, in maniera pulsante, la formula incantata che evoca un sortilegio, che apre alla falsificazione operata dal mascheramento…
Limpida la direzione dell’Orchestra del Teatro San Carlo firmata da Donato Renzetti; intensa la performance degli interpreti Marina Comparato ( Chiarella/Spiritello), Monica Bacelli (Lesbina), Filippo Morace (Conte di Zampano), Mina Yamazaki (Dorina), Antonio Siragusa (Abate Scarpelli). Accanto a loro, capaci di completare un quadro di tipologie armonizzate, foriere di retroterra caratteristici diversi e in solida relazione, Arianna Donadelli (Federico), Domenico Colaianni (Carl’Andrea), Raffaello Converso (Marchese Olivieri), Biagio Abenante ( Peppariello), hanno contribuito alla definizione di uno spettacolo dinamico per ritmo, corpo e cromie. Sogno, ombre vaporose di sogno in scenari possibili, pieghe del fiabesco, meccanismi del riso basso condotto al massimo dell’espressività dalla sublime partitura di Paisiello.
È il San Carlo, splende, non solo per pregi architettonici.

Napoli, Teatro di San Carlo, domenica 12 giugno 2011
Christian Iorio per
ARTEATRO
www.arteatro.eu

“L’Osteria di Marechiaro” conquista il “San Carlo”

Il pubblico napoletano ha accolto con entusiasmo “L’Osteria di Marechiaro”, commedia in due atti di Francesco Cerlone su musica di Giovanni Paisiello, andata in scena al Teatro di San Carlo nella revisione ed elaborazione drammaturgica curata da Roberto De Simone.
Il noto musicologo partenopeo si è detto invece scontento delle sonorità del Teatro dopo il restauro. Non è la prima volta che presenta una sua opera dopo i lavori di ripristino effettuati, ma nel “Pergolesi in Olimpiade” l’Orchestra era posizionata sul palcoscenico dietro ai cantanti. Stavolta, con l’orchestra in buca, egli sostiene che sia peggiorata la qualità del suono che si percepisce in sala. La soprintendente, Rosanna Purchia, da parte sua, ha assicurato che i lavori di ristrutturazione sono stati eseguiti nel rispetto dell’alta qualità acustica preesistente, d’altra parte tutti gli artisti che si sono alternati finora sul palcoscenico del Massimo napoletano si sono detti soddisfatti dell’acustica. Riccardo Muti, che ha tenuto già tre concerti dopo i sopracitati lavori, si è inserito nella polemica sostenendo che il risultato acustico della sala e del suono proveniente dal palcoscenico è senz’altro “più nitido e certamente migliore, rispetto alle sue precedenti esperienze trentennali al Teatro di San Carlo”.
Tornando all’opera di Paisiello e al libretto di Francesco Cerlone, essa tratta del Conte di Zampano, un dongiovanni galante ma tanto popolare da parlare in dialetto che, dopo aver chiesto la mano di una dama, Lesbina, e poi di un’altra, Dorina, amanti a loro volta dell’abate Scarpinelli e di Federico, si innamora di una terza, Chiarella. Tra varie peripezie, sfide a duello, promesse del Conte e gelosie delle tre donne si giunge finalmente al lieto fine attraverso l’intervento magico di uno spiritello. È interessante notare come la trama rimandi alla vita di Paisiello, che affrontò persino il carcere a causa delle sue tresche amorose. Come osserva lo stesso De Simone “le scene tra Chiarella e il Conte sembrano riferirsi allo spettegolato rapporto tra il musicista e Caterina Catalli, cantante che, scorrendo gli elenchi del Florimo, si produceva esclusivamente in opere di Paisiello”.
L’adattamento di De Simone che taglia molti recitativi e aggiunge nel secondo atto alcuni brani musicali tratti da una farsa, che di solito andava in scena dopo l’opera, si avvale delle pittoresche ma mai scontate scene di Nicola Rubertelli, evidenziate e valorizzate dal sapiente disegno luci di Giuseppe Perrella. Circondati da una cornice ellittica, lo scenografo ci propone le sue gouaches napoletane che sono funzionali al racconto. Così come lo sono i raffinati e ricchi costumi che Odette Nicoletti ha realizzato in tinte tenui e polverose. Si tratta, in sintesi, dello stesso allestimento presentato al Teatro Bellini nel 2001, ma questa volta De Simone ha messo l’accento su una recitazione precisa e attenta alla diverse caratterizzazioni psicologiche dei personaggi.
Il musicologo spiega nelle sue note, come anche la scelta del cast abbia obbedito a questo scopo: “La mia maggiore attenzione è stata rivolta allo stile della vocalità, affidando i ruoli del Conte, di Lesbina, di Chiarella e di Dorina a cantanti con voce impostata classicamente e le parti dell’Abate, del Marchese, di Federico, di Carl’Andrea e di Peppariello a attori-cantanti senza impostazione accademica, bensì educati all’impiego della voce naturale”. Il risultato ha riscosso il favore del pubblico che ha applaudito con particolare calore Marina Comparato, una Chiarella garbatamente popolare; Monica Bacelli, una Lesbina ironicamente sopra le righe, Antonio Siragusa, un Abate Scarpinelli dotato di un sottile e gradevole umorismo.
Consensi anche agli altri componenti del cast, tra cui vanno nominati almeno Filippo Morace, sornione nella parte del Conte; Raffaello Converso, il Marchese, per la presenza scenica; e Domenico Colaianni, irresistibile nella scena della tovaglia. Molti consensi anche per la sapiente direzione d’orchestra, affidata a Donato Renzetti.

3 luglio 2011
Renato Ribaud per
AVANTI !
www.avanti.it

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Powerd by Luigi Marrazzo